Nome: Augusto. Cognome: Capri. Professione: calciatore. Ruolo:portiere. Città natale: Ariccia. “Ho iniziato a giocare a calcio per strada come tanti bambini. Quando ero piccolo potevamo permetterci di divertirci con il pallone anche nelle strade, le auto erano poche e il divertimento era assicurato. Da subito iniziai a cimentarmi in questo sport come portiere e dalla prima partita continuare a giocare in porta fino alla fine della mia carriera da giocatore. Dico sempre che portiere si nasce poi nel corso della vita si può migliorare e perfezionare la tecnica ma non ci si improvvisa portiere”. La prima società sportiva fu il Cinthia nella quale Capri fece l’intera trafila delle giovanili dagli esordienti finno alla prima squadra all’età di 17 anni in serie D. Da quel momento una serie di formazioni e tanti, tantissimi titoli sempre nel ruolo di estremo difensore. “Il portiere deve avere alcune caratteristiche imprescindibili, spiega Capri Augusto, tra queste non devono mancare la concentrazione e la lucidità. Quello del portiere, come tutti sanno, è un ruolo particolare del gioco del calcio. Spesso sei da solo e non puoi permetterti errori. Devi essere calmo e giocare con serenità, refrattario alle critiche. Altro elemento importante è quello del rapporto con la squadra e il reparto difensivo. Il portiere deve parlar e deve spesso guidare la difesa”. Una carriera lunghissima quella di Capri, interrotta solo nel 87-88 per il servizio di leva. “Tornato dal militare andai a giocare a Montecompatri in prestito era il 1988, ricorda Capri, poi Formello e ancora il Cinthia dove vincemmo il campionato fi eccellenza e fui con soli 11 gol incassati, il portiere meno battuto d’Italia tra i campionati di eccellenza e serie a”. Poi Frosinone e nel 93-94 l’approdo all’Aprilia del duo Tassinari-Brilli con allenatore Paolo Borelli. “Ad Aprilia mi tolsi grandissime soddisfazioni”. Quell’esperienza, ancora ricordata in città, portò in dote una coppa Italia regionale nel 98 con la finale giocata allo stadio Flaminio il sei gennaio del 98. “Con D’Este in panchina vincemmo anche il campionato, aggiunge Capri, ricordo una squadra che giocava un bellissimo calcio. Provavamo il 442 con la difesa in linea e il fuorigioco. Un modo di giocare nuovo per quei tempi che, non nascondo, all’inizio portò delle difficoltà. Ero abituato a giocare con il nostro libero staccato in difesa. Quella linea difensiva a 4 spesso alta all’inizio mi preoccupava. Poi, per fortuna, le cosa andarono molto bene. Nei miei ricordi quella coppa Italia occupa un posto d’onore. Giocai una partita normale senza acuti ma a 5 dalla fine feci una gran parata che ci permise di vincere 1 a 0 ed evitare i supplementari”. Dopo Aprilia altri esperienze ed altri titoli: A Cecchina, Bellegra, Ariccia, Valmontone. Ultimo anno di gioco fu il 2006 a Valmontone, anno in cui diede l’addio al calcio con una partita al Quinto Ricci con i vecchi compagni. Nella carriera di Capri anche una retrocessione nel 95-96 quando la formazione pontina passò dall’eccellenza alla prima categoria. Dopo il campo per Capri ci fu la panchina. Oggi è allenatore dei portieri, uno specialista del calcio. “Dopo esperienze come allenatore dei portieri a Velletri e Cinthia oggi sono a Campo di Carne dove alleno i portieri della prima squadra”.